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E' una modella sudcoreana che inizia una folgorante carriera nel 2006 posando per l’edizione sudcoreana di Vogue. Da lì l’ascesa e le sfilate per le più grandi firme, da Chanel a Dries Van Note, passando per Alexander McQueen. E ancora una campagna per la catena di abbigliamento britannica Topshop.
Giovedì, un amico l’ha trovata impiccata nel suo appartamento del X arrondissement di Parigi.
Per me il suicidio ha qualcosa di misterioso.
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Il merito maggiore che va riconosciuto a Galilei nella storia del pensiero scientifico è quello di aver attribuito alla matematica il ruolo di linguaggio specifico della filosofia della natura.
La fisica sperimentale è tale non semplicemente perché procede per mezzo di esperimenti, ma perché fornisce quegli strumenti concettuali che sono a fondamento delle dimostrazioni certe; e può farlo nella misura in cui secondo Galilei è la stessa natura ad essere strutturata secondo un ordine matematico-geometrico.
L'esigenza primaria del metodo galileiano è quella di non porre distinzioni tra l'approccio scientifico alle questioni naturali e la riflessione filosofica sulla natura: le due vie con cui si conosce la realtà non possono mai contraddirsi, sebbene procedano secondo modalità diverse. La Bibbia, infatti, essendo dettatura dello Spirito Santo necessita di essere continuamente interpretata e chiarita, mentre la natura, essendo osservantissima esecutrice degli ordini di Dio non esige ulteriori spiegazioni, poiché il suo corso è inesorabile e immutabile
Galilei non era uno stinco di santo. Non legge la Bibbia, non va a Messa, se non di rado. Si considerava un cattolico, anche se si sarebbe messo nella classe dei peccatori, perché non aveva una vita morale irreprensibile.
Non parla mai di Cristo e il suo è più un Dio della natura.
Assodiamo che il compito della fisica era etimologicamente, per lui, la conoscenza della natura.
Ma certo non in modo aristotelico, a Galileo poco interessava la conoscenza dell’essenza dei fenomeni, quanto la determinazione delle leggi che regolavano il corso dei fenomeni stessi.
In questo Galileo è stato rivoluzionario.
Nei discorsi sui massimi sistemi ad un certo punto, lui fa pronunciare a Salviati queste parole che cito testualmente: " Non mi pare tempo opportuno di investigare al presente della causa dell'accelerazione del moto naturale, intorno alle quali da vari filosofi varie sentenze sono state approfondite".
Il rapporto causale diviene fisico con Galilei la concezione diviene scientifica e non più metafisica.
Poi i numeri, beh i numeri in questa ottica sono le note della canzone.
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E’ apparsa su Facebook una lettera di Romina Power sul tema della vaccinazione dall’influenza da virus A/H1N1 di notevole interesse perché finalmente emerge in tutta chiarezza quello che da qualche tempo, ad un occhio attento alle affermazioni e alle notizie di cronaca, era parso fin troppo palese: il vaccino dall’influenza suina è solo un grande affare economico per le imprese farmaceutiche coinvolte nella sua produzione e come, guarda caso! compaia tra queste proprio quella Novartis che nel mondo è ben nota per la produzione di sementi OGM.
1. Secondo quanto apprendo dalle Vs dichiarazioni, i sintomi dell'influenza A/H1N1 non sarebbero altro che quelli della normale influenza stagionale, in forma più lieve per giunta.E mentre l'influenza stagionale provoca fino a 5000 decessi ogni anno solo in Italia, in questi mesi la A/H1N1 ha provocato "soltanto" poco più di 700 decessi in tutto il mondo.
2. E' perfino superfluo rammentarVi quanto possa essere nocivo un vaccino al sistema immunitario, specialmente nei bambini e negli anziani e, di conseguenza, quanto sia inopportuno scegliere la strada del vaccino per malattie di poco conto e scarsamente nocive come questa influenza suina.
3. Gravissime accuse contro l'OMS, le case farmaceutiche Baxter, Sanafi-Aventis e Novartis e una serie di personaggi di rilievo della finanza e della politica internazionale, sono state mosse dalla nota giornalista austriaca Jane Burgermeister (leggi La Scienza Verde di agosto). Secondo la denuncia, sia il vaccino che la stessa epidemia A/H1N1 sarebbero armi biologiche deliberatamente utilizzate per la riduzione della popolazione mondiale.
4. L'ingiunzione dell'affermata giornalista contiene una dettagliata documentazione atta a dimostrare la reale entità dell'epidemia di influenza suina e del relativo vaccino, nonché le gravissime responsabilità degli enti e delle persone chiamate in causa. Sulla base dell'ingiunzione presentata dalla Burgermeister, sono attualmente in preparazione un'ulteriore ingiunzione ed una mozione ad opera di un team di esperti legali americani. Per quanto le gravissime accuse mosse contro l'OMS e Big Pharma siano ancora da dimostrare in tribunale, sarebbe quanto meno opportuno che il Ministero della Salute tenesse conto di queste, prima di "buttarsi a pesce" nell'avventura di una vaccinazione di massa.
5. La stessa OMS non ha escluso rischi, affermando che "nella produzione di alcuni vaccini per la pandemia sono coinvolte nuove tecnologie che non sono state ancora valutate estensivamente per la loro sicurezza in certi gruppi della popolazione".
6. Una serie di eventi e circostanze getta pesanti ombre su questa vaccinazione, nonché sul ruolo di Big Pharma nella politica sanitaria dell'OMS.
7. Il Vice Ministro Fazio ha dichiarato che il costo per l'acquisto dei vaccini ammonterebbe a "poche centinaia di milioni di euro".Una cifra, secondo il Vice Ministro che non creerebbe problemi, neanche in "periodi di magra" come questi. Con tutto il rispetto, considero questa dichiarazione un vero e proprio insulto ai cittadini che faticano ad arrivare a fine mese!Per questa serie di ragioni, mi appello al Vostro buon senso, nonché alla Vostra professionalità, nel chiederVi di riconsiderare la Vostra posizione sulla campagna di vaccinazione per l'A/H1N1 indicata dall'OMS, sulla base di quanto riportato sopra.
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si incontra una persona importante
per la propria vita,
c'è sempre un primo momento che ci fa
percepire un presentimento che qualcosa
in noi è messo alle strette dall'evidenza
di un riconoscimento ineludibile:
"Ecco, è lui, ecco, è lei.".
Ma solo lo spazio dato dal ripetersi di
questo avvenimento carica l'impressione
di peso esistenziale.
Cioè, solo la convivenza lo fa entrare
sempre più radicalmente e profondamente in noi, fino
a che, ad un certo punto è assoluto.
Ma non basta.
La conoscenza sarà una persuazione che avverrà
lentamente e nessun passo successivo
smentirà i precedenti.
Dalla convivenza deriverà una conferma di
quella eccezionalità dell'evento accaduto.
Si sperimenta ciò non come una vaga
eventualità, ma nella sua evidenza stringente.
Abbiamo bisogno subito di capire
che l'amore è fatto dal ripetersi di tanti riconoscimenti,
cui occorre dare uno spazio e un tempo
perché avvengano.
L'uomo di oggi ha fretta o inganna se stesso.
Per questo l'amore diventa solo un gioco che
prima o poi finisce per annoiarci.
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Il corrotto è stato condannato a più di quattro anni di reclusione e all'interdizione dei pubblici uffici per aver dichiarato il falso in processi per difendere il corruttore Berlusconi che lo ha pagato per mentire.
L'appello ha confermato la sentenza di primo grado. Ora gli avvocati di Mills ricorreranno alla Cassazione per questioni di lana caprina.
Berlusconi ha evitato la condanna grazie ad una legge costituzionalmente illegittima.
Un uomo con un minimo di dignità avrebbe già rimesso il suo mandato nelle mani del Capo dello Stato. Berlusconi non ne ha. Il bambino è malato. Ha la scarlattina. I suoi illustri avvocati dicono che non era il processo a Berlusconi ma a Mills.
Il cavaliere ha combinato guai grossi all'Italia, specialmente sui costumi e le abitudini della gente. E per recuperare questo incredibile degrado del costume bisognerebbe rifondare l'intero paese.
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più imprevisto è sempre l'avvenimento.
Un avvenimento cioè qualcosa che improvvisamente
si introduce: non prevedibile, non previsto, non conseguenza di
fattori antecedenti.
Un avvenimento è qualcosa di puramente e ultimamente
casuale per la nostra ragione, per le nostre capacità.
Anzi, per la nostra capacità di presa, un avvenimento è tale
proprio in quanto è inafferabile, ha qualcosa che sfugge.
Un avvenimento ha il potere di chiarirmi a me stesso.
E' perciò qualcosa che penetra nell'orizzonte e
nell'atmosfera della mia esistenza come un meteorite
strano, estraneo, senza che io lo possa prevedere
e quindi, ultimamente, capire, poiché l'imprevedibile
non è nemmeno comprensibile.
Come un fiammifero che si accende, la luce
sulla verità di noi stessi.
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incontri nella folla lo sguardo di qualcuno,
uno sguardo umano, ed è come se ti fossi
accostato a un divino nascosto.
E tutto diventa improvvisamente più semplice.
Il fatto nuovo si palesa, si rivela, nell'incontro
con la leggerezza, la sottigliezza e l'apparente
inconsistenza di un volto che si intravede
nella folla: un volto come gli altri, eppure
così diverso dagli altri.
Lo vedi per un istante, e andando via
porti dentro di te il colpo di quello sguardo, come
dicendo:
"Mi piacerebbe rivederla quella faccia!".
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"Parti del testo del Lodo Alfano furono scritte da un consigliere giuridico di Napolitano" nell'ambito di un "patto tra gentiluomini" grazie al quale Berlusconi accetto' di rinunciare a parte del decreto sulla sicurezza "in cambio del ritorno dell'immunita'". Lo scrive oggi "Il Giornale" in un articolo del suo direttore, Vittorio Feltri.
Nell'estate del 2008, scrive Feltri, "i funzionari di Napolitano dissero: "Non preoccupatevi, sistemeremo noi il testo del Lodo in modo che non trovi ostacoli alla Consulta. Vi garantiamo, passera''. Inoltre il Quirinale si impegnò affinché l'opposizione non ritardasse l'iter alle Camere".
Ma "cosi' non e' stato", scrive Feltri, "ed io ho l'impressione che il capo dello Stato non desideri imbattersi nel Presidente del Consiglio perché un pochetto imbarazzato.
Nei suoi panni, dato l'accaduto, lo sarebbe chiunque".
L'articolo si conclude con una profezia: "Temo che l'incidente non sia chiuso".

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di perfezione, specialmente attraverso la mediazione
dell'idea di coerenza, è un sufficiente handicap per il cammimo dell'uomo.
Con la sua idea di perfezione e di coerenza l'uomo barcolla
tra un atteggiamento farisaico di presunzione e la disperazione.
Quest'ultima, poi, è l'alibi più perfetto per fare quel che pare e piace, dai dieci anni,
perché prima si obbedisce, agli ottanta, quando si ritorna forzatamente ad obbedire,
non potendo più fare quasi nulla da sé.
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che era molto amico di Paolo VI, scriveva:
"Quando Cristo percorreva le strade della Galilea
il mondo era pagano; ma tanto i pagani
dell'Occidente che quelli dell'Oriente avevano
il senso del sacro.
Avevano il senso del del mistero che circonda il mondo,
la terra , gli uomini.
Un mistero che conoscevano molto male, ma che li
riempiva di stupore, di sorpresa".
Tutta la vita è una tensione verso qualcosa che queti
l'animo, che lo renda perfetto.
In latino perfetto vuol dire compiuto, totale.
Soddisfatto è un'altra modulazione della stessa esperienza; ne
indica il riverbero psicologico della felicità.
Oggi, l'umanità, nel suo insieme, è ateologica.
Non ha più in maniera chiara, ma direi neanche in maniera confusa,
il senso di quello che chiamiamo il mistero di Dio.
Questa crisi del sacro che attanaglia l'umanità intera si
è infiltrata anche nella Chiesa cattolica.
E' un giudizio che ha ripetuto anche Giovanni Paolo II in un importante
discorso su "Evangelizzazione e ateismo".

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della vita sociale diventa sempre più uniforme,
grigio. Pensiamo alla grande omologazione di cui parlava
Pier Paolo Pasolini, così che viene da descrivere la situazione
con la formula: bisogna stare attenti che il P (potere)
non sia in proporzione diretta con una I (impotenza),
perché allora il potere diventerebbe prepotenza di fronte
ad un'impotenza perseguita, appunto, con la
riduzione sistematica dei desideri, delle esigenze e dei valori.
La fermezza della coscienza è minacciata dai
mezzi di comunicazione di massa e dalla
generale computerizzazione della società.
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Il Procuratore antimafia Piero Grasso ha detto recentemente che non è cambiato molto da allora, da quando i giudici Falcone e Borsellino furono assassinati.
Il solo cambiamento, mi sembra di capire, è che la mafia nei grandi temi si è fatta più prudente.
In sostanza quella gente, soprattutto i capi in giacca e cravatta, ora la guerra preferisce farla con il libretto di assegni e così stiamo assistendo a un perverso e continuo intreccio tra politica e criminalità organizzata che nell'immediato, quando si viene a conoscere la verità, suscita sorpresa e scandalo ma subito viene relegata nel dimenticatoio della grande marmellata mediatica.
La commistione tra politici compiacenti e mafiosi intriganti è una specie di leit motiv dal quale sembra che l'Italia non sia capace di liberarsi.
Per questo che alla lunga le commemorazioni e il ricordo di quei due galantuomini mi causa un senso di fastidio come le promesse non mantenute
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La libertà è innanzitutto capacità di una percezione
che nasca da di dentro, determinata da qualcosa
che suscita l'interesse dell'io: quel complesso
di esigenze e di evidenze che costituiscono il volto
originale dell'io, la struttura dell'umana natura.
Tale percezione istituisce un paragone tra ciò in cui
l'io si imbatte e ciò che lo costituisce originariamente.
E' questo paragone che dà all'uomo la possibilità di cercare
la soddisfazione.
La percezione che coinvolge l'io è l'inizio della liberazione,
perché è l'inizio della ricerca di un modo di rapporto con
la realtà che soddisfi, cioè corrisponda, risponda a ciò che pre-occupa l'io,
a ciò che teologicamente si chiama cuore.
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Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
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Sarebbero una trentina le donne che Gianpaolo Tarantini avrebbe portato alle feste del premier Silvio Berlusconi. Alcune hanno ricevuto un compenso di 1.000 euro «per prestazioni sessuali », altre «soltanto un rimborso delle spese». Tra loro ci sono anche alcune ragazze comparse in programmi tv, come Barbara Guerra e Carolina Marconi del Grande Fratello. Non solo Patrizia D’Addario, dunque. Per oltre cinque mesi, da settembre 2008 alla fine di gennaio scorso, l’imprenditore pugliese ha reclutato italiane e straniere per allietare cene e incontri nelle residenze del presidente del Consiglio. È stato lui stesso ad ammetterlo il 29 luglio scorso durante un interrogatorio nella caserma della Guardia di Finanza di Bari dove è stato convocato in segreto come indagato per favoreggiamento della prostituzione. Incalzato dagli inquirenti ha fornito dettagli su voli, spostamenti, elargizioni, confermando così quanto era già emerso dalle intercettazioni telefoniche. Nel verbale Tarantini ripete quello che aveva già detto in passato: «Le presentavo come mie amiche e tacevo che a volte le retribuivo ». Ma poi rivela che fu proprio «Berlusconi a presentarmi Guido Bertolaso, come gli avevo chiesto. E poi lo stesso Bertolaso inviò me e il mio amico Enrico Intini in Finmeccanica, ma dopo i primi incontri non è più successo nulla».
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Una gioventù da fascista nel MSI. Insieme ad Assunta Almirante andava a Predappio a piangere sulla tomba di Mussolini.
Il ragazzo cresce ed ammette gli errori del nazi-fascismo. D'Alema e Berlusconi lo sdoganano dal passato vergognoso. Diventa un alleato fedele di Forza Italia. Nelle riunioni con Berlusconi e Bossi è comunque un protagonista.
Intanto Veltrusconi fa nascere il PD e invoca il bipartitismo.
Da questa scelta politica nasce l'idea di una coalizione con Forza Italia sotto un unico simbolo, quello del PDL.
Il bipartitismo va a puttane, vuoi per l'inconsistenza di Walter e anche per il successo della Lega.
Non è stupido, Fini. L'abbraccio con Forza Italia doveva essere accantonato, invece lui va avanti ed entra nella coalizione.
Qui cominciano le domande. La poltrona di Presidente della Camera dei deputati non è un motivo per azzerare un partito, quello di AN.
Sa benissimo come è stato liquidato Casini quando cominciò a contrastare il cavaliere.
Ha nel cassetto proposte più importanti? Difficile perché Berlusconi vuole per sé la poltrona più ambita, quella di Presidente della Repubblica.
Probabilmente si è accorto dell'errore e si agita preoccupato. Essì, lui non ha più un partito. I colonnelli sono ormai del cavaliere e gli elettori, un patrimonio del 10% è perso.
Chi glielo ha fatto fare?
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Al termine delle "Città Invisibili" Italo Calvino scrive:
"L’inferno dei viventi è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
Vale la pena leggere Calvino perché proprio lui, che ha una capacità di scrittura e che spesso sembra quasi compiacersi della propria intelligenza, fa capire che scrivere non è un atto che basta a se stesso, ma ha bisogno del rapporto con l'altro.
La letteratura ci commuove perché ci richiama il bisogno della verità, ma non ci fornisce la verità, perché essa è fuori, dove la vita accade.
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di andare dal dottore per un dolore, per un malessere, per una crisi.
E supponiamo che, alla richiesta di una diagnosi, il medico
dica: “Non saprei, proviamo a studiare le interiora di un pollo”.
Oppure che dica: “Beh, come prima terapia, faccia le corna e tocchi ferro”.
La cosa ci sembrerebbe inquietante, e cambieremmo medico.
Ora, altro scenario. Supponiamo di essere al cospetto
del ministro dell’economia, tale Tremonti Giulio,
in diretta televisiva davanti a quattro milioni di italiani
e che alla ovvia domanda sulla crisi egli
risponda: “Questo non è il momento per leggere i libri di economia,
ma per leggere la Bibbia”.
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è un essere strutturalmente aperto, definito dal compito inesauribile di "divenire ciò che è", come diceva Nietzsche. Rispetto a tutti gli altri essere viventi ha una caratteristica del tutto particolare: ha bisogno per la propria formazione di una "educazione" eccezionalmente lunga. Mentre gli animali, in tempo breve, sono in grado di attuare automamente tutti i comportamenti di cui geneticamente dispongono, per l'uomo vi è la necessità di una lunga traiettoria educativa. La stabilità rella relazione generativo-educativa è richiesta dalle caratteristiche stesse dell'itinerario di sviluppo della vita umana personale.
Tale processo non implica solo la diade madre-bambino, bensì anche la figura maschile-paterna.
L'emergenza dell'identità del soggetto umano ha un essenziale bisogno di avvalersi di differenza, complementarietà e chiarezza delle figure e dei ruoli rappresentati dall'uomo e dalla donna.

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Sì, è una brutta bestia. Io sono una vittima della gelosia. Quella di mio padre verso la moglie.
Era geloso anche di uno sguardo. Non dico di un sorriso perché mia madre non regalava agli uomini nemmeno quello, tanto era riservata e pudica.
Mia madre era una donna bellissima. Somigliava a Greta Garbo. Maestra ,come del resto mio padre.
A casa mia c'era costantemente la guerra. Sempre per l'assurda gelosia di mio padre.
Urla e accuse irrispettose che mio padre indirizzava a mia madre che non riusciva mai a tranquillizzarlo.
Mio padre non usava le mani. Non lo ha fatto nemmeno con mia sorella e mio fratello. Io ero il cocco di casa. L'ultimo nato dei figli. Dodici anni dopo mia sorella ed esattamente dieci, dopo mio fratello.
Da bambino ero terrorizzato dalle scenate di gelosia di mio padre.
Quando tornavo a casa ero sempre angosciato da un pensiero. Trovare mia madre uccisa.
La paura era immotivata perché, come ho detto, non ho visto mai mio padre dare uno schiaffo a mamma.
Quando mio padre, un siciliano duro, passava qualche settimana in Sicilia, nella nostra casa era una festa.
E’ morto il dieci agosto di un anno che non ricordo.
Un po’ alla volta ho cominciato ad amare mio padre.
Ho capito perché era così aggressivo.
Il fatto è che mia madre non lo amava abbastanza.
Si conobbero grazie ad un concorso a cattedre per maestri.
Nella graduatoria mio padre era tra i primi tre e mia madre una delle ultime.
La casualità. Mio padre era di Petralia Soprana un paese delle Madonie dove è stato girato il film "Cento passi", dedicato a Impastato.
Mio padre guardò tutte le sedi disponibili e scelse quella con altitudine maggiore, Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Mia madre, da ultima fu costretta a scegliere l'unica sede rimasta disponibile, cioè Pescasseroli. La località non è come oggi. Allora i lupi, di notte, venivano a raschiare porte e finestre delle abitazioni. Mia madre si sentì sperduta e trovò l'unico appoggio in mio padre. Poi si sposarono, ma mia madre non amava il siciliano duro e sanguigno.

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In edicola potete trovare il primo DVD del grande Ingmar Bergman: Il Settimo sigillo. La collezione completa comprende tutti i capolavori del Maestro. Il prossimo ,tra quindci giorni, è "Il posto delle fragole".
« In realtà io vivo continuamente nella mia infanzia: giro negli appartamenti nella penombra, passeggio per le vie silenziose di Uppsala, e mi fermo davanti alla Sommarhuset ad ascoltare l'enorme betulla a due tronchi, mi sposto con la velocità a secondi, e abito sempre nel mio sogno: di tanto in tanto, faccio una piccola visita alla realtà »
Ingmar Bergman ha coniugato in maniera unica l'interrogarsi sui temi universali dell'esistenza umana con l'utilizzo delle tecniche del linguaggio cinematografico: se, da un lato, ha innalzato le sue sceneggiature alla profondità di un testo letterario, dall'altro la forza figurativa dei suoi film è paragonabile a quella dei migliori autori della settima arte. Un esempio di questo straordinario connubio è uno dei suoi film più famosi, Il settimo sigillo: i dialoghi tra i personaggi possiedono l'intensità di una rappresentazione teatrale; nello stesso tempo, il film è preso da esempio dalle scuole di regia come modello per lo studio delle relazioni che sovrintendono la composizione dell'immagine.

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potremmo chiederci chi ha più interesse a operare
una riduzione del rapporto col mistero, a legittimare
una certa interpretazione del Tutto, e perciò a stabilire
quali siano i valori da sostenere?
E' il Potere che stabilisce, pretende dalla gente
ubbidienza secondo il proprio disegno:
al disegno del Tutto sostituisce il proprio disegno.
Abbiamo conosciuto storicamente questi passaggi:
il valore è la patria, il valore è la democrazia, il valore
è il proletariato, il valore è la serietà professionale,
il valore è la pace.
Certo che sono valori! Ma solo dentro un disegno più grande.
Altrimenti sono spunto e pretesto per un nuovo dominio.
In tal modo la nostra società è dominata dal moralismo.
Chi aderisce ai valori conclamati dalla mentalità comune
propagandata dal Potere è considerato un galantuomo,
e se anche, su altri piani, commette ogni sorta di abuso
e violenza, questo non viene tenuto in conto,
nessuno se ne scandalizzerà.
Attraverso la proclamazione di questi valori
che la televisione, i giornali, la scuola impongono
come criteri unici del vivere in base ai quali tutto è giudicato,
il Potere, più o meno lentamente, ma sempre violentemente,
omologa e pianifica tutti.
Non solo il comportamento esteriore, ma penetra e omologa anche le anime.
Al nostro fianco vivono generazioni mute, che non possono
dire a se stesse: è questo l'esito dell'azione omologante e pianificante del Potere,
di un potere che si concepisce senza confini.
Per capire la sete d'amore e di verità bisogna ammettere
qualcosa d'altro.
Se non si riconosce il Mistero del disegno totale, la sete di amore
si trasforma in una lugubre e terribile menzogna.
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sentire qualcuno che afferma che lo scopo della Chiesa
è aiutare la società civile ad individuare e sorreggere
una piattaforma di valori comuni.
Ma anche i pagani possono sostenere i valori comuni.
Ma qual è il significato della parola valore?
Che cosa è un valore? E' ciò per cui vale la pena,
in fondo, vivere.
Ciò per cui veramente val la pena vivere
è qualcosa che connette quello che un uomo
sta facendo al Tutto.
Senza questo nesso con la totalità ogni
cosa vale la pena per cinque minuti, oppure,
che è lo stesso per cinque anni.
Per poter vivere il valore bisogna avere
una percezione acuta e viva del Tutto.
Ma il senso del Tutto è Mistero: noi lo chiamiamo Dio,
ma l'essenza della parola Dio è assoluto Mistero.
Di fronte al Mistero l'uomo resta come confuso,
ricorre all'immaginazione, cerca cioè di interpretare
il suo rapporto col Tutto, e interpretandolo inevitabilmente
lo riduce, e rimpicciolisce perciò il valore.
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più grave dell'amore
non è a livello del cuore:
è a livello del giudizio,
perché è il giudizio
la radice del cuore.
Niente è desiderato
se non è prima
conosciuto.
Il giudizio è quel
fenomeno
per cui l'uomo
conosce
da uomo le cose,
ciò che fonda
l'oggetto verso cui
si rivolgono
i passi del suo
cammino,
lo scopo della sua
dinamica.
E' il giudizio di valore
la questione prima della
vita.
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